Giugno: le pagine sparse di Lady Nostalgia

Giugno è arrivato ed è tornato prepotente il caldo e io non ho intenzione di mettere il naso fuori casa se non per qualche colazione all'alba la domenica mattina. 

Ma prima di chiudermi tutta estate in casa a lavorare, sono riuscita a ritagliarmi qualche frammento di bellezza : piccole cose ma di quelle che vale la pena fermare sulla pagina. Ovviamente ho da sempre un diario cartaceo pieno di stickers, punti esclamativi ed elenchi ma da questo mese ho deciso di aprire questo angolino.

Un luogo tutto nostro, più lento delle storie Instagram, dove ti porto dietro le quinte, nella parte interessante: le soddisfazioni, gli inciampi, le cose belle che capitano intorno al lavoro e nella mia vita.

Un'amica, e un po' di Parigi in valigia

Una domenica di inizio giugno è venuta a trovarmi una mia amica, di quelle con cui basta uno sguardo per capirsi: in realtà lei ama Parigi e io preferisco Londra ma questo è un piccolo dettaglio. 

Era tornata da poco da Parigi, e si è presentata con un piccolo bottino di regali scelti appositamente per me, di quelli che ti fanno pensare "ma allora mi conosci davvero": un'agenda bellissima di una boutique artigiana parigina, adesivi, delle cartoline, e un libro sulle donne impressioniste, un mondo che amiamo tutte e due e da cui, prima o poi, nasceranno dei gioielli.

Abbiamo passato la giornata a girare e a parlare senza guardare l'orologio, ovviamente dopo una colazione in quel bar dalla boiserie in legno che incanta anche lei ogni volta che passa da Parma. 

E alla fine, insieme, siamo finite da Libraccio, dove ho scovato quel famoso libro di cui ti ho raccontato nella newsletter.

quaderno martin montegut e altre delizie francesi
un libro francese del 1966 con illustrazioni vittoriane

Una piccola frivolezza con le stelline

A metà mese è arrivato un paio di occhiali nuovi, e mi servivano davvero, non potevo più rimandare: a furia di passare le giornate al tavolo da lavoro a creare gioielli, a fotografarli e a caricarli sul sito, la vista è calata velocemente. 

E così, dovendo per forza prenderli, ho deciso che potevano anche essere belli, così belli da farmi felice, e ho scelto questi, con le stelline luccicanti. Per niente seri, per niente autorevoli, per me vogliono dire una cosa sola: voglio essere felice, a modo mio!

La mia bambina interiore, la Noemi un po' malinconica ma che ama tanto le cose belle e sbrilluccicose, è al settimo cielo, tanto che sto pensando di prendere anche la versione graduata da sole, per averli sempre con me anche quando esco di casa. 

occhiali con stelline

Il francobollo che non voleva diventare un gioiello

C'è un lato del mio lavoro di cui parlo pochissimo, ed è quello della vera e propria sperimentazione.

Perché quello che faccio io non lo fa nessun altro, non ci sono manuali né regole: ogni francobollo ha la sua carta,  i suoi colori, e reagisce a modo suo alla lavorazione, quindi mi tocca andare per tentativi finché non trovo la formula giusta per ognuno.

C'è un francobollo americano del 1971 dedicato a Emily Dickinson con cui "litigo" da anni: ogni tanto lo tiravo fuori, ci provavo, e il risultato era puntualmente terribile.

Questo mese, cambiando del tutto tecnica, ce l'ho fatta, ed è stata una di quelle soddisfazioni che ti ripagano di tutta l'attesa e la frustrazione accumulate.

Emily Dickinson è una delle donne che ha influenzato il mio modo di leggere, vivere e pensare e infatti mi sto già procurando altri francobolli suoi per averla sempre disponibile per voi (e per me!).

Collana con il francobollo americano del 1971 dedicato a Emily Dickinson, la poetessa dalle quasi milleottocento liriche nascoste.

Guareschi, e Parigi che ritorna

A inizio mese, invece, sono stata a una mostra: con Mr. Nostalgia siamo andati a vedere una esposizione di fotografie di Giovannino Guareschi che mi è piaciuta moltissimo.

Sì, proprio lui, lo scrittore di Don Camillo e Peppone, che oltre a scrivere ha sempre fotografato, in una epoca in cui era molto meno comune di ora (senza smartphone era una vera sfida!).

Lo so che Don Camillo e Peppone sono lontani dai libri e dai film di cui di leggo e parlo di solito, eppure fanno parte della nostra infanzia: quelle storie viste  in TV da piccoli con i genitori o con i nonni...io li ho amati tantissimo.

E nelle sue foto ci sono la provincia, le città, tanti angoli d'Italia, ma quella che mi ha colpito è quella di un cinema parigino, in cui proiettavano "Don Camillo e Peppone".

E in quel momento ho capito una cosa: giugno, senza che me ne accorgessi, è stato il mio mese di Parigi, dai regali della mia amica fino a quello scatto in bianco e nero. 

Della fotografia, e di quanto la consideri un'arte pari alla pittura, ti parlerò con calma un'altra volta: è un pezzo di me che in Lady Nostalgia tiro fuori di rado, ma a cui tengo molto.

Cinema a Parigi, in una foto di Guareschi

Per il resto, lo confesso, mi aspetta un'estate piuttosto tranquilla, per non dire noiosa: con il caldo le uscite saranno poche e starò soprattutto qui, a lavorare.

Probabilmente le scoperte dei prossimi mesi saranno più che altro letterarie, libri e audiolibri scoperti per caso o ripescati dalle mie infinite wishlist, forse qualche serie da consigliarti, in attesa che arrivi settembre.

E lì, ricomincerò a girare per mostre e mercatini, e a riempire queste pagine sparse di piccole bellezze inaspettate.

Ci si rilegge il mese prossimo.

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